Archivio per Marzo 2007

25 Marzo. 1/2 Secolo di Europa Europa!

Marzo 29, 2007

Il 25 Marzo del 1957 furono firmati a Roma i Trattati. 50 anni fa nacque così la C.E.E. (testo originale)

Dalle 8:45 è possibile seguire il Dibattito della Gioventù in diretta qui

In rete se parla su La Stampa, su LaRepubblica, su Il Corriere della Sera.

Berlino è in festa! E anche Tutti NOI!

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Offerte promozionali reload

Marzo 29, 2007

Undici del mattino: sto sul letto nudo e sdraiato mentre una studentessa del liceo Giovanni Pascoli mi sta tirando un pompino coi fiocchi. L’ho caricata poco prima alla fermata del tram che cercava un passaggio, con un sorriso malizioso mi ha detto che non aveva voglia di andare a scuola, io per tutta risposta le ho detto che non avevo voglia di andare a lavoro.

Ed ora eccoci qua.

La sua bocca è dolce e veloce, di certo la ragazzina ne deve aver ciucciati di cazzi, anche se ogni tanto qualche dentino me lo fa sentire. E mentre mi lavora il membro di gran lena, a sua insaputa filmo la scena con il mio videofonino.

Oggi lo fanno tutti e quindi lo faccio anch’io.

Ho anche in mente di farlo girare su internet, giusto per sputtanarla un po’.

Anche questo fanno tutti.

Cerco la posizione ottimale per riprendere la scena, quando improvvisamente mi arriva una chiamata sul cellulare.

La suoneria coglie di sorpresa la ragazzina, che senza volerlo mi da un morso proprio sulla cappella.

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I denti di dietro

Marzo 29, 2007

Mentre mi accanivo a spazzolare e a lavorarmi per benino la placca sui denti davanti, quelli grossi di dietro, che da ragazzino mi facevano assomigliare ad un topo, marcivano. I molari, spessi e schiacciati con quella specie di croce intagliata nel mezzo. Diventavano neri nel cuore, nel nervo anzi, come diceva Fina. Bisognava industriarsi, usare il collutorio, facendo attenzione a non bersene nemmeno una goccia né a mangiare niente per mezz’ora dopo che era velenoso. Me lo giravo dentro alle guance passandolo bene sui molari e sotto la lingua, poi sputavo dentro al lavandino sangue e collutorio e col bianco della ceramica ci veniva fuori la bandiera. Quella cosa del sangue dentro al verde del collutorio e del nero sopra ai denti di dietro non mi piaceva. Non lo davo a vedere quando era con Fina. Non volevo che mi vedeva perdere pezzi e liquidi come un ferro vecchio. Dovresti smetterla di startene sul tavolo scrivere le cose, continuava a dirmi mentre si spalmava la crema ristrutturante per i capelli, ti affatichi, gli occhi si gonfiano e ti viene la faccia di quelli che lavorano di notte. Che a me poi, questa cosa dello scrivere non era neanche molto che mi era venuta. Aspettavamo che andasse via da sola come se andò quella cosa della chitarra che a un certo punto mi avevo preso.

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